Dopo medici, infermieri e personale sanitario di ogni genere e specie, con il Covid il mondo ha conosciuto un altro supereroe: la madre in smartworking. Che le madri fossero una sorta di divinità a metà tra la Dea Kali e un cefalopode dotato di problem solving era già cosa nota. Ma l’evoluzione che queste povere creature hanno subìto è stata impressionante. In quasi 70 giorni di clausura forzata, si sono adoperate per evitare l’ergastolo: il loro.

Giornate infinite, scandite da interminabili call sulla qualunque e da piccole scimmie urlatrici, con tre lavatrici da fare, i pasti da preparare e la casa da pulire (che tanto poi lo faccio domani perché sono già le 21). C’è chi ha consumato inizialmente le ferie, dedicandosi così a programmi rigidi e schematici, fatti di pane in casa (per le fortunate che hanno trovato il lievito), pranzi e cene rigorosamente biologici, lavoretti manuali per intrattenere i pargoletti (perché la TV fa male), baby yoga e home-schooling. Ma poi – per tutte quanto loro – è arrivato il temutissimo smartworking. E lì le regole sono andate a farsi friggere, assieme ai bastoncini di pesce e alle patatine surgelate. Messi al bando decoupage e pasta di sale, la tivù ha fatto capolino assieme ai videogame e ai tablet. La polvere è diventata parte del mobilio e i cani (per chi li ha) si sono rivelati veramente i migliori amici. L’asse da stiro è stata usata come “capanna” degli Indiani e la batteria di pentole ha – finalmente – suonato!

Esaurite per il troppo lavoro, i troppi figli e i pochi mariti, le madri in smartworking si sono svegliate per 70 giorni con un unico obiettivo: arrivare a sera e mettere a letto i figli. Figli che se dormivano poco non hanno dormito affatto o se dormivano tanto hanno smesso di farlo. Ebbene sì, perché con la clausura tutte le attività sportive e i giri all’aperto (indispensabili solo per stancare quelle piccole molle umane), sono spariti come David Copperfield.

Peccato che in pochi le abbiano ringraziate per essersi fatte in quattro e che nessuno abbia dato loro qualche garanzia. Il lockdown è di fatto terminato ma il loro calvario ancora no. Ad attenderle ci sono ancora le vacanze (per chi riuscirà ad andarci) che di rilassante per una mamma hanno ben poco. Si riposeranno solamente quando potranno tornare in ufficio, sperando che nel frattempo le scuole avranno riaperto.

Dopo medici, infermieri e personale sanitario, con il Covid il mondo ha conosciuto un altro supereroe: la smartmoms!

 

 

Gaia De Scalzi

 

 

 

 

Photo Credits: Il Digitale