Le attività del Campus Peroni proseguono e l’attività, sempre improntate a evidenziare la qualità e la sostenibilità in agricoltura della attività del noto marchio di birra, ha coinvolto 45 agricoltori della propria filiera impegnati nella coltivazione di orzo distico da birra che hanno avuto la possibilità di visitare lo stabilimento produttivo di Roma.

I 45 agricoltori, tutti provenienti dall’Umbria, hanno avuto modo di visitare lo stabilimento romano che, nel 2018, ha registrato il più forte incremento di produzione degli ultimi anni superando per la prima volta la soglia dei 2,5 milioni di ettolitri, un aumento del 10,7% rispetto al 2017. La visita è stata l’occasione per toccare con mano e approfondire le fasi che seguono il momento del lavoro sul campo, dunque le tecniche di lavorazione e trasformazione delle materie prime, fino all’imbottigliamento. Nel corso della giornata, prima della visita in stabilimento, la delegazione ha avuto la possibilità di visitare anche la vicina Malteria Saplo di Pomezia, luogo nel quale l’orzo viene conferito per essere poi trasformato in Malto 100% Italiano.

La giornata si inserisce all’interno delle attività sviluppate da Campus Peroni, centro di eccellenza per la formazione e la diffusione della cultura della qualità e della sostenibilità in ambito agricolo e cerealicolo. Il Campus è stato istituito ed è promosso da Birra Peroni, in collaborazione con il CREA, il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, e vede la partecipazione anche delle Università di Perugia, Teramo, Tuscia, Padova e Firenze.

L’Umbria, regione di provenienza degli agricoltori coinvolti nella giornata, è un territorio centrale nella filiera agricola di Birra Peroni. Con circa 300 agricoltori tra diretti e associati, 3.200 ettari di terreni a coltura e 12.000 tonnellate di orzo raccolto, la regione genera il 22,5% del raccolto totale, rappresentando uno dei principali centri italiani di produzione di orzo distico da birra. A livello nazionale, Birra Peroni può contare su una filiera che conta circa 1.500 agricoltori che lavorano 3.400 tonnellate di seme su una superficie di 17.000 ettari e un raccolto che si attesta sulle 55.000 tonnellate di orzo.

 

Fabrizio Francioni