Pasta fa rima con boom. E ora lo sappiamo. Nel mondo il consumo di pasta è raddoppiato negli ultimi 10 anni, da quasi 9 a 15 milioni di tonnellate l'anno. Lo rendono noto i pastai italiani di Unione Italiana Food  durante l'inaugurazione della kermesse "Al dente" (fino al 25 ottobre), in vista della prossima Giornata Mondiale della Pasta, il 25 ottobre. Fino a quella data sarà possibile assaggiare al ristorante uno dei piatti di pasta d'autore ispirato al tema #pasta2050 e #WorldPastaDay in 130 ristoranti nel mondo.

Nomi illustri quelli degli chef aderenti al progetto: da Heinz Beck ai fratelli Alajmo, fino a Rosanna Marziale. La pasta, simbolo della dieta mediterranea, è un settore simbolo del Made in Italy che rappresenta 120 aziende e 7500 addetti, e vale quasi 5 miliardi di euro.

 

Paolo Barilla, Presidente International Pasta Organisation ha commentato: "Il consumo di pasta è raddoppiato negli ultimi 10 anni perché piace a tutti, ma c'è molto altro. Parliamo di un cibo accessibile e con un basso impatto ambientale. Un prodotto semplice e quotidiano che unisce le persone, versatile per come sa unirsi agli ingredienti tradizionali di ogni cucina nel mondo e di aggiungere a qualunque piatto il sapore e i benefici della dieta mediterranea, il miglior stile di vita al mondo".

L'Italia resta il punto di riferimento della Pasta mondiale. Secondo Unione Italiana Food nel 2018 i pastifici italiani hanno prodotto 3,37 milioni di tonnellate di pasta (0,3% rispetto al 2017). Siamo il paese che ne consuma di più (23 kg pro capite l'anno) e più della metà della produzione è destinata all'estero (58% nel 2018). Un piatto di pasta su 5 mangiato nel mondo e circa 3 su 4 in Europa sono preparati con pasta italiana. I Paesi dove ne esportiamo di più sono: Germania, Regno Unito, Francia e Stati Uniti, mentre i mercati strategici da cui arrivano le performance più importanti di inizio 2019 sono: Arabia Saudita, Cina e Australia.