“And the oscar goes to, Mantova”. Se fossimo alla notte degli oscar e venisse assegnata la statuina alla città più grenn d’Italia, Mantova si aggiudicherebbe il prestigioso riconoscimento. Questo è il dato che emerge dal 25/o rapporto annuale “Ecosistema urbano” redatto da Legambiente. Sul podio finiscono Parma e Bolzano, rispettivamente seconda e terza. Completano la top-five Trento e Cosenza. In fondo, invece, si ritrovano a chiudere la classifica delle 104 principali città italiane Palermo, Frosinone, Massa, Agrigento e Catania, fanalino di coda di questa speciale graduatoria.

Il rapporto è stato costruito sulla base di 17 parametri (alle voci aria, acqua, rifiuti, trasporti, ambiente, energia) e prevede alcuni bonus per le gestioni virtuose in diversi ambiti. In tutte queste voci la capolista Mantova, prima per il secondo anno consecutivo, ha totalizzato 78,14 punti su un massimo di 100. Alberto Fiorillo, uno dei curatori del rapporto, individua "due specie distinte di centri urbani, diverse da quelle solite nord-sud, grandi-piccoli, ricchi-poveri. Da una parte città formica, laboriose, che non s'accontentano, dall'altra città cicala, che cantano future trasformazioni e in realtà assecondano la crisi ambientale urbana anziché cercare di correggerla". "Il cliché, valido in passato, del centro urbano medio-piccolo del nord come luogo predestinato alla qualità ambientale non è più universalmente valido - aggiunge Fiorillo -. Lo dimostrano i balzi avanti della metropoli Milano e della meridionale Cosenza. Non più liquidabili come singole eccezioni, dal momento che Ecosistema Urbano registra prestazioni positive anche a Oristano, Macerata, Pesaro".

Il rapporto di Legambiente è stato realizzato con il contributo di Ambiente Italia e Ispra. Fra gli esempi di buona gestione dell'ambiente urbano, lo studio cita l'AreaC e la mobilità condivisa di Milano, la gestione dei rifiuti di Oristano, Parma, Trento, Mantova, Treviso e Pordenone, la tramvia di Firenze, il contenimento dello spreco di acqua di Macerata e Monza, gli investimenti sul solare di Padova, il teleriscaldamento di 6mila studenti delle superiori di Udine. E ancora l'ampliamento degli spazi a disposizione dei pedoni di Firenze, l'allargamento a Bergamo della Ztl (fino a farla diventare la più estesa d'Italia), o le città bike friendly come Ferrara, Reggio Emilia, Bolzano e Pesaro, queste ultime due con le loro "bicipolitane". Novità di quest'anno è l'analisi della capacità dei Comuni di smaltire i propri rifiuti nel proprio territorio. Roma smaltisce moltissimo in Italia e all'estero: decine di migliaia di Tir e convogli ferroviari nel 2017 disperdono scarti romani verso la Lombardia, l'Emilia Romagna, la Puglia, il Veneto o oltre confine. Elaborando i dati Ama, Legambiente stima che su 100 sacchetti di spazzatura gettati dai romani, 44 vengano portati in altre province e regioni. Anche Milano esporta fuori comune tanta spazzatura quanto Roma, ma i tragitti sono molto più brevi.

Molto diversa tra loro la situazione delle grandi città. Al nord Milano risale dalla 31/a posizione dell'anno scorso alla ventitreesima di oggi, mentre bene Venezia al 16/0 posto e male Torino che si piazza 78/a. Nel centro Italia Roma è nella parte bassa della classifica, all'87/o posto, mentre va molto bene Bologna 10/a e non male anche Firenze in trentatreesima posizione. Al sud invece male i grandi capoluogo di regione: Napoli è rimasta negli anni stabilmente nella parte bassa della graduatoria (oggi è 89/a), Reggio Calabria è solo 74/a con Bari addirittura all’ 88/o posto anche se proprio dal sud arriva la sorpresa più grande di questo report: Cosenza, che totalizza 71,42 punti e scala otto posizioni, arrivando quinta grazie in particolare all’aumento delle isole pedonali.