Il 25 febbraio 2015 la Commissione Europea ha presentato un Pacchetto di proposte che riguardano le azioni da intraprendere per la creazione di un’Unione dell’Energia. Questo strumento viene introdotto per risolvere alcuni dei maggiori problemi relativi alla competitività globale dell’industria europea.

Per questo motivo l’Italia viene chiamata a stilare il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) che rappresenta una sorta di roadmap per lo sviluppo delle fonti energetiche italiane. L’iter che ha portato alla definizione del PNIEC è stato lento e complicato, ma permetterà al Paese di dare un massiccio contributo al raggiungimento dei traguardi fissati dall’Unione dell’Energia.

Nel dicembre 2018, una bozza del Piano era stata inviata alla Commissione dopo aver fatto sintesi delle valutazioni tecniche relative agli scenari della sfera energetica nazionale. Per stilarlo sono stati coinvolti GSE, RSE, Enea, Ispra e Politecnico di Milano mentre, alla fine del 2019, dopo un primo feedback dell’organismo europeo, era stato avviato un ulteriore e intenso confronto tra Ministero dello Sviluppo economico, Parlamento, Regioni e Associazioni degli Enti locali. Infine, nel gennaio di quest’anno, è stato pubblicato il suo testo definitivo (cliccando qui è possibile leggere il PNIEC Italiano).

Con esso vengono fissate le tappe e gli obiettivi del nostro Paese, viene elaborata la matrice con cui verranno declinate le disposizioni in materia di efficienza energetica, fonti rinnovabili, emissioni di CO2, ma anche sviluppo e mobilità sostenibile.

In quell’occasione, il Ministro Patuanelli aveva dichiarato che “Lobiettivo dellItalia è quello di contribuire in maniera decisiva alla realizzazione di un importante cambiamento nella politica energetica e ambientale dellUnione europea, attraverso lindividuazione di misure condivise che siano in grado di accompagnare anche la transizione in atto nel mondo produttivo verso il Green New Deal”.

E’ di pochi giorni fa, invece, la valutazione generale della stessa Commissione in cui vengono espressi i punti di forza e debolezza dei Piani inviati da tutti gli Stati membri (COM(2020) 564 final). Emerge che l’Europa è sulla strada giusta rispetto al target 2030 sulle fonti rinnovabili: si nota, infatti, che l’impegno dei Paesi europei si potrebbe tradurre nel 33,1% - 33,7% di quota FER - Fondi Energia Rinnovabile - a fronte dell’obiettivo prefissato del 32%. Meno positive sono invece le stime relative all’efficienza energetica, che indicato un risparmio del 29,4-29,7%, rispetto del target del 32,5%.

Nel complesso, la valutazione della Commissione è positiva poiché sostiene che l’impatto combinato delle misure messe in campo dagli Stati membri potrebbe portare ad una riduzione del 41% delle emissioni di gas serra entro il 2030. Il Commissario europeo per l’Energia, Kadri Simson, ha annunciato che ad ottobre verrà presentata una valutazione sui singoli Piani nazionali, insieme al Rapporto sullo stato dell’Unione sull’Energia.

 

 

Luca Grieco

 

 

Photo Credits: European Parliament