Lo stile Juve con Antonio Conte in nerazzurro è passato all'Inter. E i nerazzurri insinuano il viceversa. Visto che Maurizio Sarri in bianconero, con la sua tuta al posto dell'abito con cravatta e il mozzicone di sigaretta in bocca durante le partite, non è perfettamente in linea con lo stile bianconero, e ha provocato tanti mal di pancia tra i tifosi, e forse anche nella società Campione d'Italia da 7 anni consecutivi. 

Le squadre di calcio della Serie A sono brand sempre più internazionali, dove le proprietà sono sempre meno italiane. Basti pensare che Inter, Milan, Roma, Fiorentina, Bologna, Venezia sono controllate da gruppi stranieri. Ed è per questo che "bestemmie" calcistiche come Antonio Conte all'Inter o Leonardo Bonucci prima Capitano della Juventus, poi del Milan e ora nuovamente in bianconero sono possibili. Le bandiere non esistono più. E questo il tifoso italiano lo sa bene dopo le lacrime versate per Alessandro Del Piero e Francesco Totti. 

 

Ma la questione di un simbolo juventino come Antonio Conte che passa ai rivali del cosiddetto Derby d'Italia (cioè Juve-Inter) va oltre. E' un fatto culturale. E qui si arriva al mondo alla rovescia. Antonio Conte svela il suo futuro e si accasa all'Inter. Liquida i casi Icardi-Gabigol con un "Arrivederci" e si mette al lavoro alla sua maniera. Fa acquistare il giocatore nerazzurro più pagato della storia: Romelu Lukaku arriva Milano per 65 milioni più 13 milioni di bonus. E il centravanti fa dimenticare Maurito Icardi in men che non si dica. Di Icardi si vanno a notare oggi le gesta al Paris Saint Germain solo in ottica plusvalenze, senza nemmeno più un fotogramma della appassionante telenovela con protagonista Wanda Nara che ha tenuto banco a Milano (e non solo) per almeno 9 mesi. Insomma, Conte fa il repulisti promesso. Lo spogliatotio dell'Inter diventa un bunker dal quale escono solo i concetti di gruppo e squadra. Dopo anni di gossip di risse sfiiorate, clan e anarchia. Conte porta a Milano lo stile Juve.

E la Juve che fa? Saluta Allegri dopo tante vittorie e acquista Maurizio Sarri, l'allievo di Galeone in stile Zeman che ha allenato il Napoli (avete letto bene, altri rivali storici sempre criticati). Agnelli vista la mossa dell'Inter fa all-in sulla Champions. Vuole che si vinca e che si diverta il pubblico, ribaltando un concetto molto chiaro a qualsiasi appassionato di calcio, e cioé che per vincere si debba rinunciare allo spettacolo e affidarsi a tecnici utilitaristici proprio come Antonio Conte, Marcello Lippi o Fabio Capello. 

Sarri non cambia il suo stile, continua a indossare la tuta e magicamente inizia a vincere e convincere. Azzecca tutti i cambi possibili, fa trapelare il messaggio che Cristiano Ronaldo sia un giocatore in rosa come tutti gli altri. Se si allena bene e rende al meglio gioca, altrimenti viene trattato come Higuain o Dybala.

Oggi manca un mese a Natale, e Juventus e Inter hanno già messo una seria ipoteca su primo e secondo posto nel Cmapionato di Serie A 2019-2020. Hanno sette punti di vantaggio sulla Lazio e otto sulla Roma, rispettivamente terza e quarta in classifica. Il Napoli (sulla carta terzo incomodo) è già fuori dai giochi a -14.

Per ora Inter e Juve hanno avuto ragione entrambe. La prima a copiare lo stile Juventus con l'intento di perfezionarlo. La Juve a cambiare ancora pelle dopo 7 anni di vittorie in Italia, a caccia di quel salto di qualità che le consentirebbe di agguantare il sogno Champions. 

Il mondo del calcio italiano è alla rovescia, ma gira lo stesso.