Il Consiglio dei Ministri, tenutosi la settimana scorsa, dopo una riunione durata circa tre ore, ha approvato – salvo intese – il decreto legge cd. “Crescita”. Il provvedimento, che arriverà in Gazzetta Ufficiale dopo un altro giro di tavoli tra i vari Ministeri (il salvo intese è una formula che sta a indicare sia l’ulteriore passaggio sia – e soprattutto – il fatto che c’è ancora qualcosa da aggiustare o su cui la maggioranza deve trovare la quadra), introduce misure urgenti per la crescita, prestando particolare attenzione a misure come sgravi, incentivi fiscali, rilancio investimenti privati e tutela del made in Italy.

Il provvedimento, annunciato negli scorsi giorni come lo scossone all’economia per stimolarne una ripresa, è figlio di una volontà politica per lo più dei 5 Stelle, anche se non mancano misure targate Lega, come appunto quelle sulla tutela del made in Italy che dovrebbero ripercorrere quanto annunciato qualche settimana fa da Molinari, Salvini e Saltamartini sulla tutela dei marchi storici. Le neo-Viceministra al MEF, Laura Castelli, parla di un provvedimento nato da un “ottimo lavoro possibile grazie a una connessione tra i due grandi ministeri come il Mef e il Mise”. Sempre secondo la Viceministra “Abbiamo approvato un decreto che dentro ha tutta la connessione tra il pubblico e il privato, ha misure molto importanti che creano molti posti di lavoro, che sbloccano alcune burocrazie incagliate nel mondo finanziario, ascoltando le proposte che ci hanno fatto le associazioni di categoria in questi mesi. Un ottimo lavoro possibile grazie alla connessione fra Mise e Mef”.

Del testo ancora nessuna traccia, se non bozze non aggiornate risalenti a giorni precedenti la riunione del Consiglio dei Ministri. Ad ogni modo, per scoprire qualcosa di più dei contenuti del decreto, è necessario affidarsi al comunicato stampa diffuso dal Governo, dove si legge che, in ambito fiscale, si introducono misure come la maggiorazione dell’ammortamento per i beni strumentali nuovi, la revisione della mini-Ires nel senso della sua semplificazione, una rivisitazione del “sisma bonus”, un nuovo regime fiscale per gli strumenti finanziari convertibili, norme in materia di banche popolari, un piano grandi investimenti nelle zone economiche speciali e nelle aree di crisi complessa. Per ciò che concerne gli investimenti privati, il decreto prevedrà: “una garanzia statale funzionale allo sviluppo della media impresa, norme per la semplificazione della gestione del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, il rifinanziamento del fondo di garanzia per la prima casa, modifiche alla “nuova Sabatini”, la previsione di nuove dismissioni immobiliari enti territoriali, norme per la creazione di nuove imprese “a tasso zero” e per la trasformazione digitale.

In considerazione dell’importanza del provvedimento (che si prospetta essere una manovra fiscale bis), il Premier Conte ha tenuto a diffondere anche un proprio messaggio, nel quale, oltre a esprimere soddisfazione per l’approvazione del decreto, sottolinea che le misure contenute nel testo “contribuiranno alla ripresa del Paese, favorendo una crescita più robusta grazie al sostegno alle imprese, al lavoro e alle attività produttive”.

 

Fabiana Nacci