Il conto alla rovescia è già iniziato. Data astrale 1° gennaio 2021. È in dirittura d'arrivo il piano cashless tornato in queste settimane al centro dell’agenda politica del Premier Giuseppe Conte. D'altronde la digitalizzazione è uno dei pilastri del capitolo innovazione che sarà al centro del Recovery Plan di cui abbiamo già scritto qui.


Sul dossier pagamenti digitali è molto presente il Premier, che anche durante la recente visita a Beirut ha ribadito: “E’ un progetto a cui il governo tiene particolarmente, un progetto in cui credo molto”. Un'ulteriore conferma rispetto a quanto già sottolineato durante gli Stati Generali di Villa Pamphili, da dove aveva annunciato di voler “favorire una digitalizzazione dei pagamenti senza penalizzare nessuno”.
 

Con questa filosofia proprio in questi giorni è allo studio del Governo l’implementazione del cosiddetto cashback, cioè il meccanismo premiale per le transazioni elettroniche lanciato con la scorsa Legge di bilancio e recentemente rifinanziato, con perfezionamenti anche alle modalità attuative inseriti nel Decreto Agosto.
 

Un passo indietro: alle origini del piano cashless 
Il cashback nasce a dicembre 2019 nell’ambito del più ampio piano per incentivare i pagamenti elettronici con il fine ultimo di disincentivare i pagamenti in nero e recuperare l’economia sommersa. Alla base del meccanismo c'è l’idea di concedere un rimborso in denaro alle persone fisiche maggiorenni residenti in Italia che - "fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione" - acquistano abitualmente con strumenti di pagamento elettronici. Per i rimborsi la Legge di bilancio ha previsto uno stanziamento importante: 3 miliardi nel 2020 e altrettanti nel 2021, demandando l’attuazione ad un decreto del Ministro dell’Economia da adottare entro il 30 aprile 2020. 

 

L’emergenza Coronavirus e l’implementazione complessa 
Mentre altre misure del piano cashless sono entrate in vigore già a luglio - tra queste il credito d’imposta del 30% per gli esercenti per coprire i costi delle commissioni - a complicare la messa a terra del meccanismo di rimborso, oltre che la complessità di un sistema innovativo nel nostro Paese, ha contribuito l’avvento della pandemia globale dovuta al Covid-19. Per affrontare l’emergenza, a copertura del Decreto Rilancio varato a maggio, sono stati utilizzati tutti i 3 miliardi di stanziamento previsti per il cashback nel 2021, prosciugando di fatto la dotazione economica per i rimborsi per il prossimo anno. 

 

Una nuova spinta: il Decreto Agosto 
Con il successivo Decreto Agosto il governo ha ribadito la determinazione nel sostenere la transizione del Paese ad un modello cashless, ristorando in parte il fondo per i rimborsi con 1,75 miliardi di euro finalizzati a permettere l’avvio del meccanismo già nel 2021. Ai nuovi fondi si sono accompagnate nuove modalità attuative. Uno o più decreti del Ministro dell’Economia definiranno i dettagli tecnici del cashback, anche con riferimento ai volumi ed alla frequenza degli acquisti, gli strumenti di pagamento elettronici e le attività rilevanti per dell'attribuzione del rimborso, alla cui erogazione provvederà Consap. A PagoPA toccherà invece il compito di calcolare gli importi spettanti. 

 

La data di avvio del cashback è fissata, nelle intenzioni del governo, al primo gennaio 2021 e il lavoro ferve. È di lunedì scorso un incontro tra il Premier e tutti i principali acquirer del mercato, cioè coloro i quali convenzionano gli esercenti per l’accettazione degli strumenti di pagamento e gestiscono le varie fasi delle transazioni facendo da tramite tra i negozi e gli emittenti (issuer) degli strumenti, pronti a collaborare al progetto. Conte ha definito l'incontro “un confronto operativo molto positivo”. Alla riunione erano presenti Melissa Peretti CEO di American Express, Marco Siracusano, Amministratore Delegato di PostePay, Alessandro Zollo Amministratore Delegato di Bancomat Spa, e Stefano Barrese Responsabile Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. L’incontro è stato fortemente caldeggiato da PagoPA, la società partecipata che gestisce l’omonima piattaforma per i pagamenti digitali verso la pubblica amministrazione e che è stata chiamata dal Decreto Agosto ad implementare il cashback, e da quanto emerso si è concentrato sulle modalità tecniche di realizzazione del sistema di rimborsi.


La strategia allo studio dell’esecutivo punterebbe ad estendere i rimborsi a tutte le spese con la sola esclusione di quelle online, già indistricabilmente legate a forme di pagamento cashless, con un premio del 10% per più spese fino all’importo di 3mila euro.

 

 

 

Elia Lofranco