L’agricoltura italiana si colloca al primo posto in Europa. Lo rende noto la Coldiretti seguendo i dati dell’Istat relativi all’andamento dell’economia agricola nel 2019. Non è l’unico primato che abbiamo raggiunto: grazie a 5155 prodotti tradizionali regionali, una leadership nel biologico e un primato nella sicurezza alimentare abbiamo l’agricoltura più green d’Europa.

Ma c’è un obiettivo da raggiungere: risalire la classifica dei Paesi con più sussidi al settore. In questo momento dopo Francia, Germania e Spagna, la nostra agricoltura è quella meno sussidiata. Fortunatamente arriva un aiuto concreto dall’Europa a sostegno della ripresa del settore agricolo e agroalimentare per fronteggiare la crisi da Covid e incoraggiare una reale svolta del comparto in chiave innovativa e green.

E’ quanto dichiara Cia-Agricoltori Italiani esprimendo soddisfazione per il via libera della Comagri al Parlamento europeo sull’anticipo al primo gennaio 2021 dello stanziamento di oltre 8 miliardi di euro a favore del settore, a cui si aggiungono 2,6 miliardi previsti dall’accordo sul Bilancio Ue (1,22 destinati all’Italia).

Per Cia, che aveva già sollecitato interventi immediati senza aspettare l'entrata in vigore della riforma Pac nel 2023, si tratta, infatti, di un’iniezione di liquidità importante accompagnata tra l’altro da quella visione strategica auspicata più volte dall’organizzazione che pone al centro del rilancio le aree rurali così come la digitalizzazione e la sostenibilità dell’agricoltura.

E’ dunque, positiva la conferma da parte dell’europarlamentare Paolo De Castro, che almeno il 55% dei fondi aggiuntivi dovrà incentivare la crescita delle aree interne tramite investimenti in agricoltura di precisione, ricambio generazionale e modernizzazione dei macchinari, da tempo richiesta da Cia, con il rinnovo del parco macchine agricole in chiave competitiva e green.

“Si tratta di un riconoscimento fondamentale all’agricoltura europea e italiana - ha detto il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino - che ha dimostrato grande tenuta e forte responsabilità nel garantire ai cittadini cibo sano e di qualità durante il lockdown, pur subendo le conseguenze economiche di una crisi globale. Ecco perché velocizzare l’accesso alle risorse europee è necessario per permettere al settore di riassestarsi, continuando ad assicurare l’approvvigionamento alimentare e rispondere alle prossime sfide ambientali del Green Deal”.

Con queste premesse speriamo di raggiungere quanto prima l’obiettivo di una maggiore sussidiarietà.

 

 

Alessandro Cozza

 

 

Photo Credits: Ristorazione Italiana Magazine