L’Italia è universalmente riconosciuta come patria del buon cibo e della dieta mediterranea, ma la grande attenzione dedicata al settore del food rende spesso il settore facile vittima di allarmismi e pressappochismi. Qual è allora il reale livello di conoscenza degli italiani in ambito alimentare?

La risposta arriva dall’Osservatorio Nestlé - Fondazione Adi, che ha testato la preparazione degli acquirenti in ambito nutrizionale e scientifico, analizzando un campione totale di oltre 55mila italiani. Dallo studio è emerso che se sui comportamenti alimentari ce la caviamo bene, su argomenti come la nutrigenomica, gli acidi grassi e le intolleranze siamo poco preparati.

In particolare, sono cinque i principali trend di cambiamento: aumenta chi segue la regola dei 5 pasti, sale l'attenzione alle porzioni, cresce il numero delle persone che badano alle calorie, ma non mancano i campanelli d’allarme: aumentano la tendenza all'autodiagnosi in campo alimentare - come ad esempio mangiare senza glutine anche se non si è celiaci – e la soddisfazione per il proprio peso.

“Quest’ultimo dato, in particolare, dimostra una sottovalutazione del problema dell’obesità, soprattutto da parte degli uomini. Non solo. A farci tenere sempre le antenne alzate è il metodo di informazione e diagnosi che non può essere quello del fai da te” - ha commentato Giuseppe Fatati, Presidente della Fondazione ADI e coordinatore scientifico dello studio.