In attesa del voto di domenica 26 maggio, il Ministero dello Sviluppo economico pubblica il report trimestrale relativo alle startup e al relativo Fondo di Garanzia. In particolare, dal report emergono due regioni da record: si tratta delle Marche e del Trentino Alto Adige, che rispettivamente si posizionano nelle prime posizioni della classifica nazionale per corretto ed efficiente utilizzo dello strumento.

Dal settembre 2013 tutte le startup innovative e le PMI innovative che vorrebbero accedere ad un finanziamento, possono richiederlo e ottenerlo gratuitamente attraverso una procedura semplificata ad un Fondo ad hoc, chiamato Fondo di garanzia per le PMI. Attraverso questo sistema, le startup possono chiedere una garanzia fino a 2,5 milioni di euro, che può coprire fino all’80% di ciascun prestito concesso. Ad oggi sono più di 2.400 le startup italiane che hanno usufruito di questo strumento messo a punto dal Governo e, tra queste, quasi 900 startup hanno ricevuto più di un prestito.

Dai dati dell’ultimo report trimestrale emerge che lo strumento viene utilizzato di più al nord: la Lombardia è la regione dove si è registrato il più alto numero di operazioni e la più elevata quantità di risorse mobilitate. A seguire Emilia Romagna e Veneto. L’ultima classifica testimonia allo stesso tempo anche che la regione con il più alto tasso di adozione dello strumento è il Trentino, dove quasi il 30% delle startup (contro una media nazionale di quasi il 19%) ha ottenuto finanziamenti agevolati grazie al Fondo. Nelle Marche invece è molto elevato il numero di risorse mobilitate e l’ammontare medio di operazioni è pari circa a 300 mila euro, 100.000 in più rispetto alla media nazionale. In Friuli e in Trentino, quasi tre startup su 10 hanno ricevuto prestiti tramite il Fondo; non si riscontra invece un utilizzo del Fondo in Toscana, dove anche il livello medio del finanziamento è basso.

Infine, l’ultimo report pubblicato ci dice che, rispetto al dicembre 2018, ci sono 231 startup in più che hanno goduto del finanziamento e che la durata media della garanzia si attesta sui 53 mesi. Nel complesso si tratta di uno strumento utile e che risulta apprezzato dalle aziende italiane al fine di poter portare avanti la loro sfida all’innovazione.

 

Fabiana Nacci