“Oggi è una giornata storica per l’innovazione italiana. Con il Fondo Nazionale Innovazione e le altre misure messe in campo nel nostro primo anno di Governo per il digitale contiamo di fare dell’Italia un Paese amico dell’innovazione facendo rientrare le tante startup fondate da italiani che operano in altri Paesi europei e non. Continuiamo a lavorare incessantemente per il futuro, per il bene del nostro Paese e dei nostri giovani, che con le loro idee costituiscono e costituiranno la spina dorsale dell’economia italiana”. Queste le parole del Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio nel commentare il via del Fondo Nazionale Innovazione.

Infatti, per la costituzione del Fondo, era necessario la conclusione, da parte di Invitalia, dell’operazione di cessione di una partecipazione pari al 70% del capitale sociale detenuto nella società di gestione del risparmio Invitalia Ventures SGR. Il Fondo, che ha una dotazione iniziale di 1 miliardo di euro e veicolo Invitalia-CDP, rappresenterà il perno della politica industriale in ambito startup e innovazione. Rappresenterà una delle leve strategiche per la realizzazione della “Smart Nation”, progetto voluto e auspicato da Di Maio stesso. Obiettivo ultimo è quello di facilitare gli investimenti in PMI e in start-up. A completamento di questo quadro vi è anche il voucher approvato dal Governo per gli innovation manager, volto a promuovere la diffusione di esperti competenti nelle imprese italiane per sostenerle nel recuperare terreno nel contesto internazionale.

Il Fondo sarà gestito da CDP e sarà finalizzato a contrastare la cessione, la dispersione di talenti e gli asset strategici italiani. Il Fondo potrà investire in società quotate fino al 15%, agirà come “fondo di fondi” in fondi di venture capital gestiti da società autorizzate da Banca d’Italia e potrà essere anche un co-investitore al fianco di investitori privati indipendenti nella misura massima del 30%. Insomma, con la conclusione dell’operazione da parte di Invitalia si apre una nuova pagina di spinta degli investimenti e di innovazione tecnologica e, tal riguardo, si auspica che possa davvero trattarsi di un “moltiplicatore occupazionale”, così come definito dal Vice Premier Di Maio.

 

Fabiana Nacci