Nel pieno della sessione di bilancio, le Commissioni competenti di Camera e Senato hanno deciso di audire la neo Ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.

La Catalfo, catanese classe 1967, è un’attivista della prima ora del M5S, eletta senatrice già nella precedente Legislatura. Prima di diventare Ministro, ha ricoperto il ruolo di Presidente della Commissione Lavoro del Senato affrontando tematiche a lei care tra le quali spicca quella del Reddito di cittadinanza. Nel corso della sua audizione parlamentare, la Ministra si è soffermata su diverse tematiche, partendo dal focus pensioni. In merito a tale tema, la Catalfo ha annunciato l’avvio di un processo di analisi e rivalutazione del regime sperimentale di pensionamento anticipato, al fine di migliorarne le potenzialità e la portata applicativa. Inoltre, così come previsto dalla legge di bilancio, ha ribadito di aver riconfermato misure come Ape sociale e Opzione donna anche nel testo della manovra attuale all’esame del Parlamento.

Altro tema oggetto di attenzione è la parità di genere. La Ministra ha affermato la volontà del suo dicastero di adottare politiche che garantiscano sia una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro sia la riduzione del divario di genere nei livelli di occupazione (cd. gender pay gap), che nel nostro Paese rimane a livelli abbastanza elevati. Al fine di dar seguito a tali obiettivi, sarà necessario prestare nuova attenzione ai servizi di assistenza all’infanzia e ai carichi di cura familiari di parenti anziani, al fine di migliorare la conciliazione tra vita privata e vita lavorativa delle donne italiane.

Non è mancato poi un riferimento al mondo della P.A. per il quale, secondo la Ministra, è necessario portare avanti “lo sviluppo di processi di digitalizzazione e l’implementazione di innovazioni nella gestione del lavoro pubblico”. A tal riguardo, la Catalfo ha anche evidenziato la necessità di migliorare la qualità del sistema di istruzione e di formazione, anche al fine di valorizzare l’aderenza alla domanda delle imprese e alle evoluzioni tecnologiche alle quali stiamo già assistendo.

Infine, passaggio obbligato per il cd. salario minino. Secondo quanto dichiarato, la Ministra intende muoversi con un metodo di “proficuo dialogo sociale e istituzionale" per introdurre un salario minimo orario che valorizzi la contrattazione collettiva nazionale fissando una soglia minima di retribuzione oraria inderogabile. In questo modo, le pratiche di dumping salariale verrebbero aggredite, evitando così situazioni di povertà o di salari troppo bassi percepiti da alcune tipologie di lavoratori.

 

Fabiana Nacci