Nel pomeriggio di giovedì 22 novembre, l’Assemblea della Camera dei deputati ha approvato in prima lettura il disegno di legge recante misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici (cd. anticorruzione o spazzacorrotti). L’approvazione del provvedimento, definita dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, “il primo, decisivo passo per portare a compimento una rivoluzione anzitutto culturale dell’Italia”, ha rappresentato un momento decisivo per la tenuta della maggioranza, in considerazione degli accesi confronti tra Movimento 5 Stelle e Lega, che hanno caratterizzato la discussione, soprattutto con riferimento alle disposizioni relative al reato di peculato.

Ma cosa prevede il disegno di legge? Le misure vanno dalla riforma della prescrizione al cd. Daspo a vita per corrotti, passando per le disposizioni relative alla trasparenza sui partiti, sui movimenti politici e sulle fondazioni. Tra le misure più discusse vi sono: il “congelamento” della prescrizione, a partire dal 2020, con la sentenza di primo grado o con il decreto di condanna; l’inserimento della corruzione attiva tra i reati per i quali, al fine di accedere alla sospensione condizionale, è necessario che il condannato paghi una somma pari al profitto del reato o all’ammontare di quanto percepito indebitamento; l’incapacità a vita a contrarre con la PA per i soggetti privati che abbiano una condanna per reati di peculato, corruzione in atti giudiziari o traffico di influenze illecite; l’inasprimento della pena per il reato di corruzione impropria (che passa da uno a tre anni di carcere nei casi minimi e da sei a otto anni per quelli più gravi); l’introduzione della figura dell’"agente sotto copertura” anche per i reati di corruzione; l’abrogazione del delitto di millantato credito che, il disegno di legge, viene ricompreso in una nuova formulazione del delitto di traffico di influenze illecite; l’esclusione di pene alternative (come assegnazione a lavoro esterno, permessi premio, misure alternative alla reclusione) per coloro che sono condannati per i reati di peculato, concussione e corruzione contro la Pubblica Amministrazione; l’abrogazione dei limiti di utilizzo dei trojan ai soli casi in cui si ritiene che vi sia in corso un’attività criminosa (il disegno di legge ne facilita infatti l’utilizzo prevedendolo anche per dispositivi elettronici portatili anche nei procedimenti per delitti contro la pubblica amministrazione puniti con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni).

Infine, tra le misure su cui si è concentrata maggiormente l’attenzione mediatica vi sono quella relativa alla trasparenza dei partiti e quella sul peculato. La prima prevede una stretta sulle donazioni a partiti, movimenti e fondazioni politiche; in particolare, tutte le donazioni superiori ai cinquecento euro annui devono rispettare il principio di trasparenza e dunque è necessario specificare, attraverso una pubblicazione online, il nome del soggetto che ha effettuato la donazione. Dalla misura sono escluse le attività a contenuto non commerciale, di natura volontaria, all'organizzazione e alle iniziative di partito. Inoltre, i partiti e i movimenti politici non possono ricevere contributi economici da altri Governi, da enti pubblici di Stati esteri o da persone giuridiche con sede in uno Stato estero. La seconda, che molto probabilmente sarà oggetto di correzione in Senato, prevede l’inserimento di un comma, all’articolo 323 del codice penale, che attenua il reato di peculato.

 

Fabiana Nacci