Era iniziato tutto lo scorso 12 dicembre, quando il Consiglio dei Ministri aveva approvato in via preliminare un disegno di legge in materia di semplificazioni. Poi, tra la sessione di bilancio e il decreto sul reddito di cittadinanza e quota 100, di quel disegno di legge non si è saputo più nulla. Sono circolate tra gennaio e febbraio delle bozze, tutte incomplete, tutte con qualcosa che mancava rispetto alle notizie che circolavano in ambienti istituzionali e tra le fonti stampa. Giovedì 28 febbraio, però, la svolta: il Consiglio dei Ministri ha approvato non uno, ma ben dieci disegni di legge di delega al Governo per le semplificazioni, i riassetti normativi e le codificazioni di settore. Come si legge nel comunicato stampa diffuso dal Governo: “i testi approvati, alcuni dei quali collegati alla legge di bilancio per il 2019, fanno seguito e superano, ampliandone la portata, il disegno di legge in materia di semplificazione approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri lo scorso 12 dicembre”.

Insomma, in un unico testo non potevano essere condensate tutte le deleghe ed ecco dieci testi, ognuno riguardante una materia specifica. Vediamo quali settori toccano e cosa dicono i disegni di legge.

Partiamo dal primo, quello più trasversale, relativo alla semplificazione e alla codificazione: si prevede che il Governo, al fine di migliorare la qualità e l’efficienza dell’azione amministrativa, sia delegato ad adottare una serie di decreti legislativi in settori come lo sviluppo economico, l’energia e le fonti rinnovabili, l’edilizia, la cittadinanza digitale, la prevenzione della corruzione, la giustizia tributaria e la tutela della salute. Inoltre il testo prevede che venga istituita una Commissione permanente volta ad assicurare l’attuazione delle misure e il relativo monitoraggio.

Passando agli altri disegni di legge approvati, spiccano quelli relativi alla revisione del codice civile, al riassetto normativo in materia di lavoro, al riordino della normativa in materia di contratti pubblici.

Per ciò che concerne la revisione e l’integrazione del Codice civile, si prevede un intervento del Governo in materia di associazioni e fondazioni (ad esclusione di quelle di origine bancaria), di rapporti tra le parti, di successione, di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

In materia di lavoro, invece, il Governo sarà delegato a intraprendere un’azione volta a creare un sistema organico e armonico con chiari principi regolatori. Nel dettaglio, saranno affrontate questioni come gli adempimenti relativi all’apprendistato, i servizi per l’impiego, la riorganizzazione di agenzie, enti o organismi facenti capo all’amministrazione statale.

Nell’ambito dei contratti pubblici, l’azione dell’Esecutivo riguarderà non solo i settori ordinari ma anche quelli della difesa e della sicurezza e sarà orientata, nello specifico, a promuovere la responsabilità delle stazioni appaltanti e ad assicurare l’efficienza e la tempestività delle procedure di programmazione, affidamento, gestione ed esecuzione dei lavori pubblici.

Le altre deleghe che il Governo sarà chiamato a esercitare sono in materia di agricoltura, di turismo, di disabilità, di istruzione, di difesa e di cultura e spettacolo. I disegni di legge adesso dovranno passare al vaglio del Parlamento, che potrà modificarli e dovrà approvarli. In linea generale, una volta avvenuta l’approvazione parlamentare e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Governo avrà a disposizione due anni di tempo per esercitare le deleghe attraverso l’adozione di decreto legislativi.

 

Fabiana Nacci