In settimana, il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha presentato a Torino il Fondo Nazionale Innovazione (FNI). Il Fondo, fortemente voluto dal Vicepremier, ha una dotazione di 1 miliardo di euro per tre anni e sarà gestito da Cassa Depositi e Prestiti attraverso una cabina di regia. Obiettivo del FNI è riunire e moltiplicare le risorse pubbliche e private per l’innovazione e, in particolare, per sostenere le start-up innovative. Strumento operativo del Fondo sarà il venture capital, una metodologia che permette, in maniera rapida e flessibile, investimenti nel capitale di imprese innovative da parte di singoli Fondi.

Tra le misure previste: 45 milioni per progetti di intelligenza artificiale, blockchain e IoT, un voucher del valore di 40.000 euro per introdurre nelle aziende la figura del cd. ‘innovation manager’, l’aumento della deduzione investimenti (dal 30% al 40%) in start-up e PMI innovative, la deducibilità fino al 50% del valore acquisizione di start-up e PMI innovative. Insomma, ad un anno esatto dalle elezioni politiche del 2018, il Governo ha deciso di dare concretezza alle misure annunciate in campagna elettorale e ha scelto la città di Torino (governata da una sindaca pentastellata e oggi al centro del dibattito politico - anche internazionale - a causa del caos Tav) per annunciarlo.

Le parole del Vicepremier trasmettono entusiasmo: “l'innovazione deve essere elemento che da fiducia (…). Da anni c'è chi si riempie la bocca di investimenti in innovazione nel nostro Paese: in passato è sempre stato così. Ora, con questo governo arriva però un atto concreto: un fondo apposito, gestito dalla Cassa depositi e prestiti, di circa 1 miliardo di euro che potrà arrivare a 2 miliardi grazie agli sgravi fiscali. Senza innovazione, il nostro mondo industriale è destinato a perdere competitività: per questo l'era delle chiacchiere deve lasciare il campo a quella dei fatti”.

Non sono mancati però i commenti negativi. In particolare, il Presidente di Confindustria Piemonte ha affermato “"il ministero dello Sviluppo si augura di raddoppiare in breve tempo gli attuali 50 mila occupati in ambito startup e pmi innovative che, per coincidenza, è lo stesso numero di posti di lavoro che perderemmo nei prossimi anni solo nel nordovest nel caso venissero interrotti i lavori per la realizzazione della Tav”. Anche Forza Italia si è espressa sul Fondo con la capogruppo in Senato, Anna Maria Bernini, che si è attestata sulla stessa linea della Confindustria regionale: “Di Maio è andato a Torino a presentare il Fondo dell'innovazione per il rilancio del settore manifatturiero senza invitare le principali associazioni produttive piemontesi. Complimenti. Dopo aver tagliato nella legge di bilancio gli incentivi a Industria 4.0 e il credito d'imposta per la formazione 4.0, il ministro ora promette di raddoppiare gli attuali 50mila occupati nelle start-up e nelle pmi innovative. Esattamente i posti di lavoro che verrebbero persi nel solo nord-ovest se venisse bloccata la Tav.”

Al di là del dibattito sulla Torino-Lione, l’auspicio è che la misura del Fondo, prevista dalla legge di bilancio 2019, possa davvero dare i propri frutti e dare pieno slancio a coloro che scelgono di investire sul futuro.

 

Fabiana Nacci