Lunedì 13 maggio l’Assemblea della Camera ha approvato in via definitiva, convertendolo in legge, il Decreto-legge recante misure per assicurare la sicurezza e stabilità finanziaria in caso di recesso del Regno Unito dall’Unione europea. Il provvedimento, presentato dal Governo e già approvato dal Senato il 17 aprile scorso, contiene anche un articolo, in particolare l’art. 1, in materia di “poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni”. Traduzione: la finalità è quella di aggiornare le varie previsioni normative di poteri speciali (golden power) alla luce dell’evoluzione tecnologica; in particolare, il focus della norma è sulla tecnologia 5G, in relazione ai rischi per la sicurezza nazionale legati ad un utilizzo improprio.

Infatti si prevede che, in caso di contratti o accordi con soggetti esterni all’Unione europea che abbiano a che fare con la realizzazione o gestione di reti o servizi basati sul 5G, ci sia un assoggettamento a notifica di tali contratti o accordi alla Presidenza del Consiglio al fine di consentire un eventuale tempestivo potere di veto da parte de Governo. Nel DL Brexit si fa riferimento nello specifico ai servizi di comunicazione a banda larga basati sul 5G quali attività di rilevanza strategica per il sistema della difesa e della sicurezza nazionale.

Ma la tecnologia 5G serve a tanto altro, in primis allo sviluppo delle aziende. Ed è stato proprio questo il tema affrontato a Matera, sempre lunedì 13 maggio, dal Ministro allo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, nel corso dell’evento “5G e mondo delle imprese, come cambia lo scenario”, moderato all’Avvocato ed esperto nei temi legati allo sviluppo digitale, Guido Scorza, e al quale hanno partecipato tra gli altri anche il Presidente della Regione Basilicata, Michele Somma. In tale contesto, il Ministro Di Maio ha sottolineato come il 5G può incidere sulla produzione delle imprese e ha affermato che il Governo e il MISE “oltre all’impegno per la realizzazione della rete 5G (…) stanno lavorando intensamente per incrementare l’offerta di servizi ad esso collegati e, sotto questo profilo, la presenza capillare di PMI in Italia può giocare un ruolo importantissimo”.

In più, il Ministro ha fatto riferimento al progetto “Case delle tecnologie emergenti”, che prevede la creazione di incubatori di start-up interamente finanziati dal CIPE e dal MISE e al quale sono stati già destinati 30 milioni di euro. Una di queste case, così come affermato dal Ministro, sarà proprio a Matera; la Capitale europea della Cultura 2019, infatti, ospiterà una delle case del progetto “Case delle tecnologie emergenti” con uno stanziamento di 15 milioni di euro.

 

Fabiana Nacci