Dopo giorni ad altissima tensioni, finalmente oggi l’Aula del Senato ha approvato in prima lettura il decreto legge cd. Sblocca cantieri, provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 marzo. Il testo, che sembrava inizialmente dovesse avere un iter di conversione in legge più o meno sereno, è stato al centro della campagna elettorale per le elezioni europee ed è stato legato alle sorti dell’altro provvedimento, attualmente all’esame della Camera, cd. Decreto crescita.

Come anticipato inizialmente, ci sono stati giornate di altissima tensione, in cui i lavori parlamentari sono stati letteralmente nel caos in quanto era del tutto incerta sia la tenuta del Governo sia le volontà dello stesso Governo sul testo del provvedimento. Ad aver aperto il fronte di incertezza è stato un emendamento a firma Lega che prevede la sospensione del codice appalti per 2 anni. L’emendamento, sul quale si è consumata una vera e propria battaglia a suon di dichiarazioni da parte dei maggiori esponenti dei due partiti di maggioranza, è stato rivisto e, dopo un accordo tra M5S e Lega, risulta meno netto rispetto alla versione originaria con una sospensione parziale del codice.

L’accordo prevede sostanzialmente tre sospensive relative ai Comuni (che potranno non ricorrere alla stazione unica appaltante) all’Albo dei Commissari Anac e al mantenimento della possibilità del ricorso all’appalto integrato. Il testo comunque recepisce anche alcune modifiche apportate dalle Commissioni come il superamento del minimo ribasso, la soglia del 40% per i subappalti, lo slittamento del termine per la consegna delle opere per le finali di coppa del mondo e mondiali di sci a Cortina del prossimo 2021, 10 milioni per il 2019 per realizzare la Piattaforma Unica Nazionale e per investimenti sul Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica di veicoli elettrici. Sul testo naturalmente non sono tutti favorevoli e dichiarazioni negative sono arrivate dal Presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, che ha affermato che il settore degli appalti “ha assoluto bisogno di stabilità e certezza delle regole, e non di continui cambiamenti che finiscono per disorientare gli operatori economici e i funzionari amministrativi”.

Inoltre, sempre Cantone ha dichiarato “Seppure opportunamente ridimensionata rispetto ai 200mila euro del testo originario, la previsione di una soglia abbastanza alta (150mila euro) entro la quale adottare una procedura molto semplificata (con la richiesta di soli tre preventivi) aumenta certamente il rischio di scelte arbitrarie, se non di fatti corruttivi”.

Soddisfatto invece il Ministro Toninelli, che in un post su Facebook, ha dichiarato: “Oggi abbiamo approvato in prima lettura al Senato il decreto Sblocca Cantieri. Una legge importantissima che aiuta l'occupazione, semplifica la burocrazia e rilancia la crescita del Paese, attivando o riattivando finalmente i lavori per tantissime opere. Nei prossimi giorni approderà alla Camera. Con il via libera il provvedimento diventerà finalmente legg (…) serve ad impegnare miliardi in tante opere pubbliche. Quando sono arrivato al ministero c'erano i soldi ma spesso non venivano impegnati per troppe norme e troppa burocrazia. Non sarà più così: con questo decreto riusciamo a semplificare le norme e i soldi dei cittadini diventano opere per i cittadini”.

Ora il testo del decreto passerà alla Camera per una lettura di ‘ratifica’, in quanto il termine per la conversione in legge scade il 17 giugno.

 

Fabiana Nacci