Domani sarà leader dei Tories, e tra pochi giorni (probabilmente) Premier. Ma più Boris Johnson si delinea come prossimo Primo Ministro britannico (e con lui lo spettro della Brexit No Deal), più alcune figure chiave annunciano dimissioni e il futuro governo conservatore britannico sembra già in bilico prima di vedere la luce. 

Non solo per la già sottile maggioranza (appena 3 voti alla Camera dei Comuni) tutta da confermare, ma anche per la fila di ministri pronti ad abbandonare la nave dei Conservatori. Dopo il ministro della giustizia David Hawke e quello delle finanze, Philip Hammon, oggi è stata la volta del ministro per l'Europa e le Americhe, Alan Duncan. Ma la stessa fila sembra destinata ad allungarsi e a Londra c'è già chi scrive di "oltre 10" altre figure chiave del governo May pronte al rapido passo indietro.

Il motivo del fuggi-fuggi sarebbe proprio la linea dura di Johnson su Brexit, che prevede anche la concreta opzione del "No Deal", cioè lasciare l'Ue senza alcun accordo, spezzare la corda dopo averla tirata per mesi.

Tra i più indicati come prossimi uscenti dalla stampa britannica il ministro dello sviluppo internazionale, Rory Stewart e quello della difesa, Tobias Ellwood.