"E' la più grande vittoria della mia vita". Così Benjamin Netaniahu a caldo dopo la vittoria (piuttosto inattesa) nelle elezioni politiche in Israele. Le terze in un anno (fanno meglio dell'Italia in quanto a intensità).

Il partito di destra del Premier si è aggiudicato oltre il 28% delle preferenze, conquistando di fatto la maggioranza relativa della Knesset, e a scrutinio ancora in corso potrebbe essere ad un passo dal potersi aggiudicare anche quella assoluta. Con poco meno di tre quarti dei seggi scrutinati, il Likud al momento conquisterebbe 35 seggi, davanti a Kahol Lavan (partito di centro) che se ne aggiudicherebbe 32. Importante anche il risultato della Lista araba unitaria, che porterebbe a casa 18 seggi, mentre Yamina se ne aggiudicherebbe 6. I partiti ultra-ortodossi Shas e Utj, tradizionali alleati di Netanyahu ottengono rispettivamente 9 e 8 seggi, mentre la coalizioni di sinistra Labour-Gesher-Meretz conquista 7 seggi. 

Dopo le elezioni di aprile e settembre 2019 che non hanno saputo dare un governo agli Israeliani, queste che aprono il 2020 potrebbero finalmente vedere una Knesset in grado di legiferare e dare un segnale a tutto il Medio Oriente