Nella sola città di New York ci sono più casi di contagio che in ogni altro Paese al mondo. E' questo il polso della mappa globale del contagio in data 8 aprile.

Agli USA va dunque il triste primato di essere il Paese che sta pagando il più alto prezzo in termini di contagio. Nella sola giornata di ieri per la seconda volta i decessi statunitensi hanno sfiorato quota 2mila.

Trump (insieme con Johnson stanno pagando molto caro anche personalmente l'approccio morbido alla gestione iniziale dell'emergenza.

Ma cosa ci dicono i dati globali del virus? Un ottimo lavoro di sintesi è stato prodotto dal CESPI, che offre una newsletter quotidiana molto utile per avere il polso quotidiano di come si stanno spostando i contagi.

In data 7 aprile agli USA va il triste primato (368mila contagi), segue la Spagna (135mila), poi l'Italia (132mila), la Germania (99mila), Cina (82mila), Francia (74mila), Iran (60mila), Regno Unito (51mila), Turchia (30mila), Svizzera (21mila), Belgio (20mila), Paesi Bassi (18mila), Canada (16mila), Austria (12mila), Brasile (12mila), Portogallo (11mila), Corea del Sud (10mila), Israele (8mila).

Il dato USA però è ingannevole. Se si aggregano i dati del contagio di tutti gli Stati europei si evince facilmente che ancora oggi è l'Europa il Continente ad essere notevolmente più colpito. E gli Stati Uniti (come fossimo al Palio di Siena) sono solamente il cavallo di rincorsa. 

Inutile poi sottolineare come i dati provenienti da alcuni altri Paesi risultino ancora molto bassi e possano destare qualche dubbio (è il caso della Russia, di alcuni Paesi del Medio Oriente e dell'Africa), non fosse altro per la consistenza delle popolazioni residenti.

Trasparenza è la parola chiave. Per battere il virus a livello mondiale non può che far rima con collaborazione. Sincera.

 

Paolo Bozzacchi