La Brexit è all'ultimo miglio. Quello più difficile. L'accordo con Bruxelles (a sorpresa) è stato trovato più facilmente del previsto, visto come si erano messi i negoziati.  E oggi per Londra, Bruxelles non è più un problema. Ma il governo May inizia ora la partita più difficile: quella interna. Il prossimo 10 dicembre Westminster si pronuncerà sulla cosiddetta "Brexit morbida" proposta e ottenuta dalla Premier, sulla quale 91 Parlamentari che appoggiano il governo, secondo The Telegraph, si sarebbero già sfilati o hanno addirittura già annunciato il voto contrario. 
Ed è qui che comincia la salita più ripida per la May. Il prossimo 10 dicembre è in gioco anche il futuro del governo conservatore. 
Se il voto parlamentare sarà contrario alla Brexit accordata con Bruxelles, l'esecutivo britannico potrebbe cadere e il futuro si farebbe piuttosto incerto. Si potrebbe anche andare a un nuovo referendum, invocato da molti. Anche da quei 13 cittadini britannici residenti all'estero cui è stato respinto dalla Corte Ue il ricorso per "essere stati privati del diritto di voto nella scorsa occasione". Nuovo referendum o no, non saranno comunque solamente i membri Laburisti dell'opposizione a dire "No" alla Brexit morbida. A questi si sono aggiunti i nazionalisti scozzesi e il partito unionista nord-irlandese, che attualmente garantiscono alla May la maggioranza alla Camera dei Comuni. Il 10 dicembre potrebbe chiudersi una partita, ma più probabilmente si aprirebbe un interno nuovo campionato tutto da giocare. Per Londra e per il futuro dell'Unione europea. In piena campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo.