La tutela ambientale è entrata concretamente non solo nella vita quotidiana e nelle abitudini degli italiani, ma interessa anche l'attualità del dibattito polico-istituzionale.

Forse anche per merito della piccola Greta Thunberg, oggi siamo più sensibili e attenti al nostro Pianeta. E la maggiore attenzione emerge anche dalle proposte di legge all’esame del Parlamento. Attualmente ce ne sono due a firma della maggioranza: una targata Lega alla Camera e l’altra gialloverde in Senato. La proposta leghista, promossa dalla Sottosegretaria all’Ambiente Vannia Gava, mira a riordinare la normativa in materia ambientale, prevedendo – tra le altre cose – anche l’introduzione di criteri specifici per l’uniforme attuazione su tutto il territorio nazionale delle condizioni per la cessazione della qualifica di rifiuto, cod. end of waste.

Inoltre, lo stesso testo, vorrebbe: istituire un registro pubblico dove siano riuniti tutti gli impianti autorizzati per le operazioni di recupero dei rifiuti; prevedere delle modalità semplificate per la tenuta dei registri di carico e scarico, a cura dei Centri di raccolta, per i rifiuti pericolosi; introdurre misure per lo smaltimento in discarica dei rifiuti non pericolosi senza essere sottoposti a prove; abrogare il Consorzio Polieco, per il riciclaggio di rifiuti di beni in polietilene.

Il testo del M5S (a prima firma della Sen. Patty l’Abbate), è specifico e ha per obiettivo ridurre l’impatto delle microplastiche. Dunque, in linea con quanto già è stato proposto dal Ministero dell’Ambiente con il ddl “Salva mare”, il Movimento 5 Stelle prosegue il percorso verso un Paese libero dalle microplastiche nel suo ecosistema. La proposta, in particolare, prevede il divieto di utilizzo, in luoghi aperti, di coriandoli e petali di plastica di piccole e medie dimensioni non biodegradabili; l’introduzione di misure volte a favorire la vendita sfusa di cosmetici; un sistema di vuoto a rendere e disposizioni per la totale eliminazione di tappi di plastica. Inoltre, il testo prevede anche un sostegno economico a tutte quelle imprese che produrranno e distribuiranno cotton fioc in materiali bio e cosmetici che non contengono microplastiche.

In considerazione dei contenuti e alla luce degli importanti obiettivi che si prefiggono i due testi di legge, auspichiamo che i ddl non finiscano su binari (iter) morti ma che possano essere discussi, modificati e migliorati dal Parlamento.

Fabiana Nacci