Ennesimo conto alla rovescia. Col brivido (anche politico). Lunedì 15 luglio scade la quarta proroga fissata dal governo per la presentazione di manifestazioni di interesse per la nuova Alitalia. E al momento i punti fermi sono l'interesse di Ferrovie dello Stato e Ministero dell'Economia (la parte pubblica disponibile a rilevarne il 50%) e il partner privato Delta Airlines, interessata a entrare con massimo il 15%. Manca dunque un player privato disponibile a rilevare il restante 35% per circa 300 milioni di euro.

L'indiziato numero uno era Atlantia. Sì, proprio Atlantia: la controllante di Autostrade di proprietà della famiglia Benetton, definita appena un paio di settimane fa come "decotta" dal Vicepremier Luigi Di Maio, ancora convinto della revoca delle concessioni autostradali a seguito della tragedia del Ponte Morandi di Genova. Domani si terrà un Cda di Atlantia, durante il quale (scrive Il Sole 24 Ore) verrà valutato il dossier e dopo il quale i Benetton potrebbero uscire allo scoperto con una formale manifestazione d'interesse.

Intanto Di Maio ha incontrato sia Carlo Toto (ricordate AirOne) sia German Efromovich, primo azionista della linea aerea colombiana Avianca. E poi c'è Claudio Lotito: il suo gruppo ha già presentato una manifestazione di interesse, senza specificare da dove arrivino i 300 milioni di euro potenzialmente a disposizione per l'ingresso.

 

Se Atlantia si rifarà avanti (formalmente) il nodo da sciogliere si trasformerà immediatamente in nodo politico. Come potrebbe Di Maio (Ministro dello Sviluppo Economico) accettare una nuova Alitalia con in pancia Atlantia? E soprattutto che posizione prenderà il premier Conte sulla questione? E Salvini? Potremmo scommettere non farà dichiarazioni in merito?

Se invece Atlantia decidesse di non muoversi, saranno valutate e messe a confronto le offerte di Toto, Efromovich e Lotito. E al momento non ci sarebbero favoriti in netto vantaggio.

Ma poi quale sarà il piano industriale della nuova Alitalia? Comporterebbe esuberi? I sindacati si sono portati avanti. Il segretario nazionale CGIL, Maurizio Landini ha dichiarato: "Non abbiamo posto pregiudiziali su nessuno dei nomi circolati; quello che per noi fa la differenza è la qualità del piano industriale e dei soggetti che lo sostengono. E ad oggi questo piano ancora non c'è. Tagli al personale ne sono stati fatti già abbastanza, non siamo disponibili a discutere né di esuberi né di riduzioni di diritti o salari. I lavoratori in questi anni hanno già pagato".

Il balletto delle dichiarazioni è già cominciato. E la musica non è affatto nuova. Non dimentichiamoci che non sarà il primo salvataggio di Alitalia. E che la sfida della newco in un mercato di settore sempre più competitivo e con player sempre più grandi (è la stessa tendenza già vissuta del mercato delle auto) sarà molto complicata e il successo un obiettivo di medio-lungo periodo.

Qualcosa in termini di interesse si è mosso. E questa volta il volo Alitalia di ripartenza sembra non sarà rinviato.

Paolo Bozzacchi