Un rinvio abbastanza ampio per trovare un accordo. Questa la soluzione che secondo il Guardian starebbe mettendo in campo l'UE per trovare una soluzione ordinata alla Brexit. La nuova dead line sarebbe spostata a giugno 2020, in modo da trovare con Londra (con Boris Johnson?) una soluzione condivisa. Ma il premier britannico ha tempi molto più stretti. Possibili elezioni politiche o uovo referendum potrebbero mettere a rischio la sua leadership sul dossier cui sembra tenere di più.

 

D'altronde Bruxelles negli ultimi giorni è stata molto chiara con Johnson: sia i presidenti del Consiglio UE che la nuova Commissione hanno respinto la strategia del conservatore britannico. Il premier irlandese Leo Varadkar ha rincarato la dose, spiegando che sarà "molto difficile" per il Regno Unito e l'UE raggiungere un accordo prima del 31 ottobre. "Tra le due parti rimangono grandi divari", ha aggiunto Varadkar, "su alcuni temi il livello delle discussioni ha raggiunto toni insostenibili". Johnson ha in agenda per la settimana in corso un nuovo colloquio col premier irlandese. E potrebbe essere chiarificatorio.

Intanto il conto alla rovescia (countdown alla britannica) è ricominciato. Mancano 3 settimane alla Brexit senza accordo e di avvicinamenti ancora non se ne notano. Brexit, quo vadis?