Un gigante da 50 miliardi di dollari. In un mercato sempre meno brillante come quello dell'automotive, c'è bisogno di diventare grandi per rimanere a galla. E stavolta FCA e il gruppo PSA (Peugeot, Citroen ma anche Opel) sembrano averlo capito senza permalosismi. Fiat-Chrysler e Peugeot-Citroen sono cinque storici marchi che si uniscono. E la sensazione è quella che nel nuovo panorama di settore il numero di player vada velocemente a ridursi. Chi si mette insieme conta di abbassare in fretta i costi di produzione (Marchionne docet) e aumentare i (pochi) margini. 

 



Non è il primo approccio francese di FCA. Qualche mese fa il gruppo aveva approcciato senza arrivare a dama il gruppo Renault-Nissan (guarda caso un'altra coppia). Domani ci sarà il Cda di FCA e si capirà meglio delle nuove nozze alle porte. Intanto la Borsa gradisce, con i titoli FCA e Peugeot che guadagnano entrambi oltre il 7%.

Veniamo alla governance possibile. Indiscrezioni danno alla Presidenza del nuovo gruppo John Elkann e il ruolo di Ceo a Carlos Tavares (Peugeot). La società dovrebbe essere paritaria (50 e 50), con l'incognita del gradimento da parte del governo francese.