Tanti sono i seggi necessari per avere la maggioranza assoluta in Parlamento. E a poche ore dall'apertura dei seggi i seggi attribuiti ai Tories di Boris Johnson stanno scendendo pericolosamente attorno a quota 326 (oggi i sondaggi di YouGov li danno a quota 339). Si allunga perciò l'ombra del rischio del cosiddetto hung Parliament, ovvero un Aula prigioniera di possibili alleanze e non chiaramente appannaggio dei Tories o dei Labour. Per questo aumenta il peso specifico di formazioni altre, quali i Brexiter di Farage o i Liberaldemocratici della giovane Swinson. Ma anche i nazionalisti Scozzesi dello Snp, quelli Gallesi e i Verdi. 

Secondo illustri politologi della Ondon School of Economics quali il MInistro degli Esteri britannico Tony Travers e il Prof Patrick Dunleavy il "No Deal" (uscita senza accordo dalla Unione europea) "sarebbe ancora possibile se Johnson ottenesse tra i 313 e i 322 parlamentari, perché in questo caso non avrebbe la maggioranza necessaria per far approvare da Westminster l'accordo negoziato con Bruxelles. In caso poi Johnson scendesse sotto la soglia dei 312 parlamentari secondo i due esperti sarebbe possibile un secondo referendum sulla Brexit frutto di un patto tra i Liberaldemocratici, i Nazionalisti Scozzesi e Gallesi e i Verdi.

Oggi YouGov sottolinea un vantaggio di Johnson e dei Tories ancora cospicuo (28 seggi) sui Labour, anche se questi ultimi nelle ultime ore starebbero recuperando. Il destino della Brexit (e del futuro dell'Unione europea?) è nelle mani dei cittadini britannici. I primi risultati saranno disponibili già domani sera dalle 23 ora italiana. Ma Venerdì mattina è quasi sicuro un quadro molto chiaro del futuro Parlamento britannico.

God will save the Queen?