Donald Trump è ufficialmente sotto impeachment. Ed è il terzo Presidente USA a dover subire quest'onta. Ma siamo davvero sicuri che l'impeachment sia così negativo per "The Donald"? Se è vero che solamente tre Democratici hanno votato "No" alla Camera, in qualche modo assecondando la narrativa di Trump, sono altrettanto vere due cose molto importanti: è molto probabile (se no quasi sicuro) che l'impeachment si dissolverà come neve al sole in Senato, dove la maggioranza Repubblicana è assai più forte, ed è altrettanto molto probabile che l'impeachment sarà uno degli argomenti che terrà banco durante il periodo caldo della campagna elettorale delle Presidenziali USA, dove Trump si giocherà la riconferma alla Casa Bianca.

Trump potrà dunque alimentare la narrativa del "tutti contro di me" che da sempre funziona bene nelle campagne elettorali. Il candidato perseguitato solitamente non perde consenso. E ne sanno più di qualcosa sia Silvio Berlusconi (in passato), che i Mattei nazionali (Salvini e Renzi) per ragioni diverse ma uguali.

Abuso di potere (per danneggiare il Dem Joe Biden) e ostruzione al Congresso rimangono peccati veniali e non capitali. "Dopo tre anni di caccia alle streghe, bufale, vergogne e truffe", ha commentato a caldo Trump, "i Democratici stasera stanno cercando di annullare il voto di decine di milioni di patrioti americani. Questo è il primo impeachment dove non c'è un reato, e sarà un suicidio politico per i Dem".

La musica è appena iniziata. Tra poco si scende in pista e si balla.