Balcanizzazione o bilancino in stile pentapartito? L'operazione dell'Amministratore delegato RAI Fabrizio Salini con le nuove nomine per le direzioni delle reti ammiraglie di mamma RAI ha scontentato tutti, o quasi.

Già la scelta di lasciare intatti i vertici dei TG e il settore degli approfondimenti giornalistici aveva fatto discutere in sede di proposta ed è stata confermata. Ma la moneta con la quale Salini ha tentato di ripagare sorattutto il PD della mancata fetta di sfera d'influenza dovuta all'assenza dal Governo lo scorso anno sta suonando nel dibattito pubblico come la famosa moneta da 3 euro.

Al PD sono andate nell'ordine le seguenti direzioni: RAI 1 (Stefano Coletta), RAI 3 (Silvia Calandrelli) e soprattutto la gestione da parte di questi dei programmi in Prime Time e culturali. E nonostante questo la Consigliera Rita Borioni (Cda RAI) ha già annunciato astensione o voto contrario.

Alla Lega è rimasta (pur essendo passata all'opposizione) la direzione del TG2 con Gennaro Sangiuliano, ma a capo del canale (RAI 2) è stato scelto da Salini Ludovico Di Meo, in quota Fratelli d'Italia. Per questo i senatori componenti della Commissione Vigilanza RAI della Lega (Pergreffi, Bergesio e Fusco) hanno redatto una nota congiunta contenente le seguenti parole: "Telekabul", "dento tutti per gli amici di Renzi e del PD" e "poveri cittadini, povero servizio pubblico".

Il Consigliere eletto dai dipendenti, Riccardo Laganà, ha chiesto in una nota che "le proposte di nomina per le direzioni di genere vengano votate singolarmente e non a pacchetto". E questa richiesta svela inconsapevolmente l'aria che tirerà domani in Cda RAI.

Tutti scontenti tutti contenti?