Non solo il contagio diffuso. L'Italia sta rischiando molto altro e (forse) se ne stanno accorgendo ancora in pochi. Quello che sta colpendo il nostro Paese è un nuovo (serio) danno economico, oltre a un altrettanto serio danno d'immagine. Il polso del danno economico lo si inizia a percepire: i corrieri vengono bloccati e non consegnano le merci ai negozianti, molti esercizi commerciali sono già chiusi (pensate ai teatri e ai cinema, ma solo come esempi), le aziende disdicono tutti gli eventi programmati e si rifugiano nel telelavoro. Ma quel che più preoccupa è l'effetto negativo del campanilismo. Quando il premier Giuseppe Conte dichiara: "A Codogno gestione poco prudente" fa molto male. Mi spiego meglio. Non dobbiamo leggere certe dichiarazioni guardando il nostro ombelico. Ma come se le leggessimo da New York, Los Angeles, Buenos Aires, Bangkok o Riad. Allora abbiamo il vero polso del danno di immagine che stiamo subendo come Italia.

 



In altre parole la grande efficienza del nostro sistema sanitario e le ottime precauzioni messe in campo rischiano in parte di creare un effetto boomerang. L'Italia sta facendo un lavoro eccezionale di monitoraggio dei casi di contagio. Ma gli altri Paesi europei (e non) stanno facendo lo stesso? La sensazione è che essere i primi ad essere seriamente interessati dopo la Cina rimarrà impresso nella memoria internazionale più a lungo, tanto da farci finire buoni ultimi a finire di pagare le serie conseguenze economiche di tutto questo.


E mentre restano i dubbi sull'effettivo monitoraggio messo in campo dagli altri Paesi europei e sulla bontà delle informazioni che arrivano dai big player internazionali, la Gran Bretagna ha imposto da oggi l'auto-isolamento per 14 giorni a scopo precauzionale a tutti coloro che arrivano dal Nord Italia (a nord di Pisa, Firenze e Rimini) e presentano sintomi "anche leggeri" di un potenziale contagio da coronavirus. E la quaranatena obbligata anche senza sintomi di sorta (sempre per due settimane) per tutti coloro i quali arrivino dai paesi della Lombardia e del Veneto isolati su decisione del governo italiano. 

La sanità in Italia è regionale. Ma fuori dai nostri confini questo non è noto e il tutti contro tutti potrebbe innescare una spirale di danno di immagine altrettanto preoccupante rispetto al crescente contagio.

 

Paolo Bozzacchi