Le campane possono suonare a festa o a morte. Dipende da come suonano. La campanella della scuola avrebbe dovuto suonare per tutti il prossimo 14 settembre in tutta Italia. Ma così non sarà. Inizierà a suonare il 7 settembre a Bolzano e smetterà... quando non è ancora dato sapere. Ma di sicuro il governo M5S-Pd le sta già ascoltando in lontananza le campane. E non è un bel sentire. 

Quale sarà la Regione che deciderà di riaprire le scuole più avanti possibile nel tempo per avere il miglior polso dell'andamento dei contagi della seconda ondata da Covid19? Le scommesse sono aperte. Intanto molti si sono già portati avanti col lavoro, e con la scusa del referendum alle porte (20-21 settembre) hanno posticipato la riapertura. La Puglia e la Calbaria hanno alzato l'asticella al 24 settembre, la Sardegna al 22 e il Friuli al 16. Ma non si escludono rilanci ad ottobre. Li stanno valutando per ora anche Campania, Basilicata e Abruzzo.

La ricetta delle 4T (Test, Trace, Treat e Trust di cui avevamo scritto qui) per sconfiggere il Covid19 è ancora tremendamente attuale. E andrebbe seguita alla lettera anche in vista delle riaperture delle scuole, potenziali assembramenti e focolai se non gestite al meglio. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha già sentito l'urgenza di intervenire, celebrando il 150esimo della nascita di Maria Montessori e ammonendo che "La comunità della scuola è risorsa decisiva per il futuro della comunità nazionale, proprio in quanto veicolo insostituibile di socialità per i bambini e i ragazzi". 

A due settimane esatte dalla prima campanella dell'anno scolastico 2020/2021 i nodi da sciogliere sono ancora molto ostici. Governo e Regioni si accorderanno oggi sul riempire al 75% o all'80% della massima capienza i mezzi del trasporto pubblico locale (Tpl). I docenti non sembrano propensi a sottoporsi al test sierologico (non obbligatorio) prima che le porte delle aule si aprano. Gli studenti delle superiori (a oggi) dovranno indossare le mascherine anche durante le lezioni seduti nei banchi singoli (quando arriveranno, anche dopo il 15 ottobre). Ci sono ancora oltre 150mila studenti da riuscire a piazzare negli edifici scolastici con problemi di distanziamento in classe.

L'OMS fa sapere che l'emergenza da coronavirus ha creato "la più grande interruzione dei sistemi educativi nella storia, colpendo 1,6 miliardi di studenti in più di 190 Paesi". Ora le scuole vanno riaperte perché lo stop può provocare effetti gravi in termini di istruzione dei bambini e dei ragazzi e di salute pubblica (quella mentale compresa).

 

 

Paolo Bozzacchi