L’ultima settimana di settembre è stata caratterizzata da una serie di appuntamenti che hanno un filo conduttore: la sostenibilità. Iniziando col Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzato dall’ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) di Enrico Giovannini da Roma, proseguendo, sempre da Roma, col Forum della Sostenibilità - a cui anche Inwit ha partecipato parlando di Smart City, Smart Economy e 5G - poi nel weekend con la tre giorni del Verdeblu Festival organizzato a Milano, passando per il Festival dell’Economia Civile di Firenze, inaugurato a Palazzo Vecchio dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e chiuso dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e terminando con l’ottava edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale dal titolo “I volti della Sostenibilità”. Una settimana intensa che ha posto i temi della sostenibilità come centrali al centro dell’agenda italiana, col solo rammarico, semmai, che nonostante l’utilizzo dello streaming tutti questi appuntamenti originano da Roma in su, con l’esclusione del Mezzogiorno. Il tema è ancora più attuale quando si parla di Next Generation EU: secondo indiscrezioni ben 75 miliardi di euro dei fondi stanziati dalla UE sarebbero destinati ad aziende e manager che raggiungono obiettivi di riconversione ecologica, in coerenza col Green Deal di Ursula Von Der Leyen.

Non esiste uno standard condiviso nell’analisi dell’impatto delle politiche di sostenibilità, ma gli SDGs dell’Agenda 2030 dell’ONU costituiscono senza dubbio il framework al quale attenersi, come si evince dalle relazioni non finanziarie delle società quotate. Inwit ha deciso di integrare la sostenibilità nelle proprie strategie di business, guardando al contesto in cui opera secondo un approccio sistemico e predisponendo un Piano di Sostenibilità che, nel tenere conto delle crescenti aspettative dei propri stakeholder, sia in linea con gli obiettivi dell’agenda 2030 dell’ONU.

Del resto, il tema della sostenibilità è sempre più centrale ed esteso. La componente ambientale è solo uno degli aspetti quasi caleidoscospici della sostenibilità stessa, la prima lettera dell’acronimo ESG (Enviroment, Social, Governance) utilizzato per giudicare la sostenibilità degli investimenti finanziari “responsabili”. Da un’indagine di Greeenwinch Associates dello scorso giugno emerge come l’81% degli investitori europei tiene conto dei fattori ESG nella gestione del proprio portafoglio e tra i motivi emergono la riduzione del rischio (58%) e il soddisfacimento degli stakeholders (47%). Così diventa centrale il riconoscimento ricevuto da Inwit come 22esima azienda al mondo, quarta in Italia, per inclusività dell’ambiente di lavoro, secondo il 2020 Diversity & Inclusion Top 100 Index, elaborato da Refinitiv analizzando le performance di 7000 società quotate su diversità di genere, inclusione, sviluppo delle persone e controversie. La diversità e le pari opportunità sull’ambiente di lavoro sono un fattore di innovazione e di crescita e il mercato apprezza queste attenzioni. Ogni azienda che voglia dirsi innovativa non può prescindere dalle innovazioni che la società richiede e le azioni che vengono messe in atto devono essere valutate in base all’impatto a lungo termine che generano nella società: la sostenibilità passa anche attraverso le politiche di diversity e di inclusione.

Le persone, infatti, sono considerate centrali in questo percorso e rappresentano la risorsa primaria per la diffusione della cultura di sostenibilità all’interno e all’esterno dell’azienda.

Per questo motivo, il coinvolgimento, il benessere e lo sviluppo delle persone rappresentano uno dei pilastri della strategia di sostenibilità di Inwit, consapevoli che una cultura aziendale che rispetti ed includa le diversità generi un cambiamento anche per i propri stakeholder, arrivando pertanto ad avere un impatto sulla società in cui operiamo.

 

 

Michelangelo Suigo

Direttore Relazioni Esterne e Comunicazione Inwit Spa

 

 

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