Non solo mascherine. Per proteggerci dal virus è da qualche mese in funzione Immuni, l’app che consente di sapere se si è stati a contatto con un positivo al Covid-19. È completamente gratuita, di facile utilizzo e scaricabile direttamente dagli store online di iOS e Android

Questo innovativo strumento di contact tracing è inoltre molto attento alla privacy dell’utente, non richiedendo nessuna generalità per accedervi né tanto meno tracciando gli spostamenti. È quindi semplicemente un’arma in più che i cittadini hanno per limitare la diffusione del coronavirus: più persone scaricano l’app e più quest’arma sarà efficace.

Molti italiani lo stanno già capendo. In concomitanza con la riapertura delle scuole e dei primi freddi, infatti, i download hanno registrato un sensibile incremento. Attualmente sono arrivati a 7.481.141, con un aumento di 842.622 unità solo nell’ultima settimana.

Non poco, soprattutto se si fa un raffronto con i paesi europei confinanti. In Italia, infatti, i download riguardano il 18% dei dispositivi attivi nel nostro Paese, escludendo quelli dei minori di 14 anni: la media europea è del 10%.

Una percentuale tuttavia distante dall’obiettivo 60%, soglia minima indicata come efficace per un effettivo contenimento della pandemia. È quindi necessario un ulteriore sforzo da parte della cittadinanza per aiutare se stessa e le istituzioni ad affrontare questa crisi.  Anche perché i risultati ci sono.

Il sito di Immuni, infatti, comunica quotidianamente alcuni dati. Tra questi, anche il numero di notifiche inviate agli utenti: ad oggi siamo a 6.718. Un dato per niente basso di persone, quindi, è venuto a conoscenza di un potenziale rischio per la propria salute – e per quella di chi frequentano - proprio tramite questo mezzo. Si pensi, dunque, cosa possa voler dire se l’app fosse scaricata da una popolazione maggiore. Sicuramente potremmo contare su una mappatura migliore dell’epidemia e prevenire così più rapidamente situazioni potenzialmente problematiche e pericolose. E, perché no, scongiurare focolai: finora Immuni ne ha bloccati 13.

Non solo, l’app dà la facoltà – quindi non impone – di condividere le proprie informazioni di positività per quei soggetti che hanno ricevuto la notifica di esposizione. Gli utenti positivi risultano essere 378.

Importanti novità arrivano poi dal nuovo Dpcm, che prolunga il periodo di emergenza fino al 31 gennaio 2021. Ebbene, contestualmente si posticipa anche il periodo di operatività di Immuni. Infatti la precedente norma, proprio per garantire un tempo contingentato nel salvataggio dei dati, prevedeva il termine del 31 dicembre 2020 per la loro cancellazione. Il nuovo decreto estende tale limite fino al 31 dicembre 2021.

Con l’aumento dei casi in Italia (e in Europa), quindi, è sempre più necessario intensificare tutte le misure necessarie a limitare la diffusione dell’epidemia. Si possono, anzi si devono, utilizzare i mezzi di protezione come le mascherine chirurgiche. È importante mantenere le distanze di sicurezza così come richiesto dalle autorità competenti. Ma urge anche uno sforzo ulteriore per aiutare le istituzioni a mappare l’andamento del virus e allertare i soggetti che vengono a contatto col Covid. Scaricare Immuni è gratuito e sicuro, certamente meno lesivo della privacy rispetto a qualsiasi social ai quali siamo iscritti o ad app che quotidianamente usiamo.

 

 

Andrea Maccagno

Photo Credits: Gazzetta del Sud