Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, in audizione in Commissione Sanità al Senato sull’individuazione delle priorità nell’utilizzo del Recovery Fund attira l’attenzione delle pulci.

E The Watcher Post come al solito approfodisce. 

Il Ministro apre l’audizione: "Non sarà un Piano per l’emergenza ma un progetto organico di riforme e investimenti per la sanità per il prossimo decennio", e tiene a precisare: “Vincere la battaglia sanitaria è la precondizione per giocare la partita dello sviluppo economico”.

I fondamentali del piano: "Dobbiamo lavorare a un piano integrato su territorio, ospedali, ricerca, innovazione tecnologica, sostegno alla filiera industriale legata alla sanità. Il piano che stiamo costruendo si basa su cinque assi fondamentali, di cui tre sono verticali e due trasversali. I tre assi verticali sono: territorio e sanità di prossimità; ospedali in rete; salute e ambiente. Poi ci sono gli assi trasversali: coscienza della salute e innovazione digitale per il Servizio sanitario nazionale. Il cuore della riforma è superare le disuguaglianze che rendono diritto alla prevenzione e alle cure un diritto non uguale per tutti. Il nostro obiettivo sarà garantire un effettivo universalismo della sanità pubblica".

"Prioritario è l’obiettivo del territorio e della sanità di prossimità - ha spiegato il Ministro - che ci chiede di ricominciare a investire sulla sanità territoriale. Vorrei che la parola madre del piano di investimenti fosse la parola prossimità. Si tratta di costruire un’idea di sanità di prossimità in cui c’è sempre al centro il paziente, passando da un modello organizzativo verticale che funziona per compartimenti stagni ad una sanità circolare con un modello orizzontale di programmazione della spesa".

“Un obiettivo è il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, la casa deve diventare il primo luogo di cura per le persone. Gli studi scientifici dicono che la casa è naturalmente il luogo in cui occorre indirizzare il maggiore investimento possibile. Io vorrei che l’Italia diventasse il primo Paese in Europa per l’assistenza domiciliare per le persone sopra i 65 anni in una cifra che deve essere almeno del 10%”, spiega Speranza dopo aver enunciato dati specifici in merito.

"Le linee guida generali del Recovery Fund segnalano la questione degli investimenti green come essenziale. La riorganizzazione della rete ospedaliera italiana può essere anche costruita in una logica green, rinnovando gli ospedali in questo senso. La nostra rete ospedaliera ha necessità di affrontare questa sfida green di ammodernamento e di rinnovare le dotazioni strumentali. Una svolta che deve seguire anche l'attenzione nei confronti di una politica della salute unica uomo-ambiente”.

In conclusione: “Abbiamo ancora un elemento di ritardo su cui sarà necessario investire che riguarda il processo di innovazione e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale, frutto di una stagione di mancati investimenti e tagli. Non possiamo non puntare sull’innovazione digitale”. 

Le domande poste in audizione al Ministro (e le risposte):

La senatrice Boldrini del PD interviene: “Bisogna investire sul personale e medici specializzati ed eliminare l’imbuto formativo”, Speranza premette: “Partiamo da una storia in cui il numero di borse di specializzazione è minore rispetto a quello dei laureati. Questa disparità, che si è moltiplicata nel tempo, ha prodotto l’imbuto formativo. Quest’anno, con il decreto rilancio, il numero è aumentato di 4.200 borse in più. Non basta, ma l’obiettivo è quello di sanare l’imbuto formativo per non avere spreco di risorse”.

La senatrice Rizzotti (FI) chiede: “A che punto sono i decreti attuativi della Legge Gelli sulla responsabilità degli operatori sanitari?”, e il Ministro risponde: “Stiamo continuando a lavorarci e l’obiettivo è quello di accelerare i tempi il più possibile”.

“C’è bisogno di una revisione dei modelli di governance”, interviene Maria Domenica Castellone, senatrice del M5S; Speranza espone il suo punto di vista: “Concordo che serva un elemento di governance e questo significa che non deve essere estraneo al nuovo modello che andremo a costruire”.

Il senatore Siclari di FI prende la parola: “Le risorse del Recovery Fund saranno disponibili tra qualche anno, perché non attiviamo il MES di cui possiamo usufruire immediatamente?”, la risposta del Ministro della Salute: “Il mio obiettivo è costruire un piano di rilancio, che queste risorse arrivino dal Recovery Fund o dal MES, il progetto è portare più risorse possibili al sistema sanitario, ma lo strumento finanziario è secondario”.

“C’è l’intenzione di rivedere il DM 70?”, chiede la senatrice Laura Stabile (FI) e continua: “Una volta finite le risorse del Recovery Fund, avete un piano?”, Speranza specifica: “Il DM 70 è incluso nella revisione e nasce in era pre-covid il che lo rende più urgente- inoltre- immaginiamo una lettura condivisa degli investimenti ordinari e di quelli straordinari, che riguardano il Recovery Fund. Quindi l’obiettivo è tenere le risorse straordinarie allineate ad un aumento costante di quelle ordinarie, mantenendo un trend di crescita”.


 

Flavia Iannilli

 

 

Photo Credits: Giornale Sanità