Di audizione in audizione, arriva il turno di Paola De Micheli, Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, presso le Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera dei Deputati, che verte sull’individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund.

La De Micheli apre l’audizione facendo un quadro della situazione e dando uno spaccato degli obiettivi da raggiungere: “Le linee guida si basano su una valutazione dei punti di forza e di debolezza dell'economia della società italiana. A fronte di un'economia avanzata a forte vocazione manifatturiera, esiste anche un'Italia che soffre di un'insufficiente crescita economica, nettamente inferiore alla media dei Paesi avanzati- continua- La strategia complessiva di riforme e di politica economica del Piano nazionale vuole contribuire al raggiungimento di importanti obiettivi quantitativi, tra i quali segnalo l'aumento degli investimenti pubblici per portarli almeno al 3% del Pil, l'aumento del tasso medio di crescita dell'economia per portarlo al livello medio dell'Ue e l'aumento del tasso di occupazione di dieci punti percentuali”.

“Sotto il profilo del metodo, il Recovery Plan prende origine dalla definizione degli obiettivi e strategie che definiscono la visione di medio e lungo periodo verso cui far convergere la politica nazionale delle infrastrutture e dei trasporti che sono contenuti nell'allegato al Def 2020 'Italia veloce' approvato dal consiglio dei ministri a luglio”. Dopo aver precisato che le cifre arriveranno a piano definito specifica: “Però questo Parlamento ha un numero e ha 480, credo, pagine di prospettiva infrastrutturale per il Paese. Ci saranno anche delle novità, ma il corpaccione delle opere che verranno finanziate, essendoci la priorità assoluta della maturità progettuale (bisogna avere i cantieri aperti entro il 2023) riguarderà il lavoro già molto avanzato e molto articolato che il Governo ha fatto in due tempi”.

Per questo motivo spiega a cosa vorrebbero arrivare: “Noi puntiamo molto sulla transizione verde e digitale. Gran parte delle risorse del Recovery andranno qui: 37% per green e 20% per il digitale. Per noi è essenziale una forte e stabile crescita del Pil per rendere sostenibile il debito e per garantire la tenuta socioeconomica” per questo motivo “L'obiettivo è aumentare il parco bus, mezzi tpl e mezzi navali per il trasporto passeggeri puntando su mezzi a carburanti rinnovabili. Vogliamo sviluppare la mobilità ciclistica e alternativa. Una delle aree di intervento del piano del Ministero delle infrastrutture e trasporti per il Recovery Fund è l'innovazione digitale nei trasporti”. E per il raggiungimento di questo punto passa in rassegna dei progetti sperimentali specifici.

Inoltre la Ministra approfondisce le aree su cui intervenire: “Le proposte del Mit hanno ricadute su 4 delle 6 missioni del Piano nazionale: la digitalizzazione, l'innovazione e la competitività, la rivoluzione verde e la transizione ecologica, l'equità sociale, di genere e territoriale. Per le infrastrutture le sei aree di intervento sono: le opere ferroviarie e Alta velocità, riduzione del gap infrastrutturale della mobilità locale, green port e logistica sostenibile, piano di resilienza delle strade regionali e degli enti locali, piano nazionale per la qualità dell'abitare e modernizzazione dei collegamenti stradali e autostradali immediatamente cantierabili”.

Infine gli interventi sul trasporto ferroviario: “L’assoluta priorità è l’ambito ferroviario, il target è l'80% della popolazione a meno di un'ora da una stazione dell'alta velocità, la riduzione dei tempi di percorrenza, l'aumento della regolarità della circolazione, il trasporto regionale e sui mezzi di trasporto ferroviario”.

Le domande poste alla Ministra De Micheli in audizione:

Numerosi sono stati gli interventi relativi al settore aeroportuale, che inizialmente non viene affrontato, e autostrade. L’attenzione sul primo argomento viene posta soprattutto dall’On. Gariglio (PD) seguito dall’On. Mulè (Forza Italia); mentre i deputati Zolezzi (M5S) e Benvenuto (Lega) si soffermano sulla possibilità di interventi concreti sulle autostrade. La ministra divide i due argomenti e risponde in merito: “Per gli aeroporti, concessionari privati, ci sono due missioni: il trasporto intermodale e la digitalizzazione, ma si tratta di attività di supporto e di sviluppo proprio perché sono privati” e lo stesso discorso verrà fatto per le arterie autostradali.

La deputata Fregolent (Italia Viva) pone l’accento sul piano casa e la De Micheli fa una precisazione: “Noi abbiamo finanziato un progetto di rinascita urbana che prevede un investimento sull’edilizia residenziale pubblica, ma che prevede un co-finanziamento regionale o privato e quindi un intervento su parti di quartieri e quindi di qualità urbanistica”.

“Un nuovo intervento sul codice degli appalti per semplificare lo Sblocca cantieri?” chiede l’On. Benvenuto, “Come faremo a chiudere un’opera in meno di 7 anni?” aggiunge il deputato Donina (Lega).

“Il CRESME ci riporta che gli appalti da gennaio a luglio sono diminuiti solo del 4%, nonostante lockdown e proroghe. Mentre agosto 2020 riporta una crescita del 26% a valore rispetto all’anno precedente- la ministra continua- dobbiamo controllare il lavoro, prodotto dal Parlamento, nel Dl semplificazione in termini di effetti, che già si stanno facendo notare sotto soglia. Quindi attendiamo che arrivino negli uffici tecnici e nelle società appaltanti le modifiche normative del Dl prima di prendere provvedimenti.”

Per quanto riguarda i soggetti attuari ed i commissari sui quali pone la questione l’On. Rotelli (Fratelli d’Italia), la De Micheli risponde: “Siamo in grado di dare un cronogramma mensile per il 2021 e 2022 rispetto ai cantieri delle opere di Italia Veloce- inoltre- l’art 9 Dl semplificazione modifica la procedura ed i poteri di Sblocca cantieri (art. 4) e fa un elenco di opere commissionate, la nuova lista comprenderà anche le precedenti”.  

 

 

Flavia Iannilli

 

 

 

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